Un giro all’inferno
Ancora diritti umani.
Ancora Stati Uniti.
Ancora Guantánamo.
Ancora Amnesty, ancora una speranza.
Dall’8 maggio e per tutta l’estate Amnesty International porta a spasso per l’America una cella di massima sicurezza della prigione che riproduce esattamente, per squallore e dimensioni, quella del rinomato avamposto della democrazia statunitense.
Tutto questo nell’ambito dell’iniziativa Counter Terror With Justice.
Per toccare con mano la barbarie della nostra civiltà.
A Guantánamo i detenuti vivono 23 ore al giorno in una cella lunga 3 metri, larga meno di 2, alta 2 metri e mezzo. Per molti di loro, la 24esima ora è sempre in isolamento, solo in una cella più ariosa.
La cosiddetta “guerra al terrore” erode giorno per giorni i diritti umani fondamentali. E’ una guerra sporca in cui gli Stati ricorrono a pratiche da sempre vietate dal diritto internazionale, nel nome della “sicurezza nazionale”.
E’ questa la democrazia?
Prima di rispondere, visitate il sito del tour…
E firmate la petizione internazionale per porre fine alle detenzioni illegali negli Stati Uniti. 

come sempre di grande impatto cominicativo e altamente lodevoli le inziative di Amnesty.
Un pò meno il fare di tutta un’erba un fascio nel ridurre ironicamente Guantanamo il “rinomato avamposto della democrazia statunitense”.
Evidentemente c’è stato un fattore scatenante (le Twin Towers e le guerre in Iraq e Afghanistan) che hanno contribuito a riempire quelle celle.
Onestamente non so quanto bene farebbe anche alla nostra di stabilità democratica l’apertura di quei container in maniera indiscriminata.